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Posts Tagged ‘riviste storiche’

Bacheca | Recensioni di Storia & Digital History Reader

recensioni

Recensioni di Storia

Recensioni di Storia è una rivista che, tramite lo strumento della recensione di testi, si pone l’obiettivo di mettere in contatto giovani studiosi di di discipline storiche, permettendo loro di confrontarsi su temi e metodologie della ricerca storica.

Il risultato di questo progetto, al momento, è una pagina web in cui sono raccolte le recensioni approfondite di testi di storia, un video con alcune riflessioni sul metodo della storia orale e un intervento sulla morte di Giangiacomo Feltrinelli.

Vista la semplicità del sito e la quantità di contenuti tutt’ora disponibili, non c’è – e non se ne sente neanche la mancanza – la possibilità di fare una ricerca per categorie o per parola chiave. Unica imperfezione: la sezione Novità in libreria, in realtà non contiene delle novità.

Digital History Reader

DHR è un sito dove sono raccolti alcuni moduli indirizzati a studenti, sulla Storia degli Stati Uniti e dell’Europa moderna, organizzati in diverse sezioni.

dhr

Ogni modulo ha un’introduzione, che delinea gli obiettivi del modulo, un testo che analizza il contesto storico e gli avvenimenti legati ai moduli stessi un archivio di documenti, una sezione di valutazione dei contenuti trattati nel modulo, le conclusioni e una sezione di risorse correlate. 

Il sito e i moduli sono in inglese, quindi difficilmente utilizzabili da gran parte degli studenti qui in Italia, ma ho voluto comunque segnalare questa risorsa perché mi sembra un ottimo strumento di organizzazione e presentazione di contenuti e risorse storiche sul web

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Bacheca | Officina della Storia e Voyant

Il post bacheca di oggi è incentrato su due spunti che ci sono sembrati interessanti: una rivista storica digitale e uno strumento per l’analisi dei testi.

Officine della Storia

Officine della Storia è una rivista digitale che “si propone di fornire una panoramica sulle principali attività del mondo degli storici italiani ed europei in ambito contemporaneistico”. Gli articoli all’interno del magazine  sono suddivisi in diverse sezioni:

      • Tra le due guerre;
      • Storia dell’Italia repubblicana;
      • Archivi, Didattica e Digital Humanities;
      • Storici e uso pubblico della storia…

Ad ogni sezione sono associate una breve introduzione dell’argomento e la lista degli articoli corrispondenti, tra i quali è possibile fare una ricerca filtrando per parola chiave. La rivista viene aggiornata semestralmente, sul sito è possibile sfogliare gli indici degli otto numeri precedenti. Una sezione speciale raccoglie gli atti del Convegno internazionale di studi nei 150 anni dell’Italia unita.

Voyant

Voyant è uno strumento davvero molto utile per l’analisi sia di testi che abbiamo in locale sul nostro

computer, sia di lunghi articoli che possiamo trovare sul web. Incollando il testo o l’url sul sito è possibile ottenere un elenco delle parole più utilizzate nel testo tramite la visualizzazione di una cloud dove le parole che ricorrono più spesso nel testo sono visualizzate con una grandezza maggiore. Cliccando su ogni parola è possibile visualizzare in quali parti del testo è collocata e navigare in maniera comoda e veloce nel testo.

La storia nell’era dell’accesso

Come anticipato nel post precedente, lunedì ho partecipato alla conferenza “La storia nell’era dell’accesso” organizzata da Diacronie all’interno del programma della Festa internazionale della Storia a Bologna.

Comincio con l’anticiparvi che é stato un incontro davvero molto interessante, che è partito con l’introduzione di Deborah Paci e Elisa Grandi e con l’analisi di alcuni contributi presenti nel decimo numero della rivista Diacronie. Sono seguiti gli interventi di Tommaso Detti e Serge Noiret.

Uno dei temi affrontati riguarda l’identità della Digital History. Nel corso del dibattito, si sono delineate due diverse modalità di interpretare i rapporti tra storia e digitale.

La prima, vede la Digital History non come un sottoinsieme della disciplina storica, ma come una sorta di “cassetta per gli attrezzi”, cioè un contenitore di nuovi strumenti utili che supportano o migliorano l’analisi delle fonti, l’esposizione dei risultati della ricerca storica e la conversazione tra la comunità degli scienziati oppure tra gli scienziati e utenti non specializzati in ambito storico.

Una seconda visione, ben interpretata da Serge Noiret, mette in evidenza come un approccio digitale alla storia pone il problema dell’elaborazione dei nuovi contenuti, di una nuova storiografia.

Come sottolinea anche nel suo articolo a commento dell’evento, se in precedenza l’analisi delle fonti era ciò che determinava e caratterizzava il mestiere dello storico, i nuovi contenuti veicolati o creati grazie agli strumenti digitali, richiedono un’analisi diversa e nuova, e di conseguenza l’acquisizione di un “metodo critico per la storia in rete”, che tenga conto delle caratteristiche proprie degli strumenti e delle fonti digitali, che sia in grado di analizzare e catalogare le informazioni grazie ai meta-dati, di determinare la provenienza di contenuti e la loro originalità. Insomma

Stiamo assistendo ad una nuova era scientifica per le Scienze Umane e Sociali con i cambiamenti radicali nell’uso degli strumenti, le nuove pratiche ed i nuovi metodi che si applicano a nuovi paradigmi epistemologici derivati dalle nuove fonti disponibili nella rete. Si sviluppano nuovi approcci necessariamente interdisciplinari, si praticano nuove forme di interscambi delle conoscenze con i nuovi media e le nuove tecnologie, si devono pensare nuove forme di valutazione degli oggetti scientifici in formato digitale. (Serge Noiret)

Anche Tommaso Detti ha sottolineato come i cambiamenti portati dal digitale hanno già avuto grandi effetti sul lavoro dello storico. Riallacciandosi al concetto di narrazione come mezzo attraverso il quale lo storico espone i risultati dei suoi studi, il relatore ha posto in evidenza come la Digital History modifichi un aspetto fondamentale della narrazione stessa: la linearità sequenziale.

Un ulteriore aspetto molto importante è la questione delle fonti. I documenti digitali, che siano testi scritti direttamente in digitale o semplicemente una trasposizione di documenti cartacei, pongono una serie di problemi, primi tra tutti quelli di autenticità e attendibilità.

Gli strumenti digitali, per esempio, permettono di duplicare un file più volte, fino a rendere impossibile la distinzione tra originale e copia. Inoltre un documento digitale, che sia un testo o una fotografia, può essere modificato con molta facilità.

Proprio per questi motivi, sempre secondo Tommaso Detti, uno dei primi effetti sul mestiere di storico può essere quello dell’acquisizione di una metodologia filologica applicata alla ricerca storica.

Diacronie e Digital History

luglio 12, 2012 1 commento

Già a partire dal titolo e ancora di più dalla nota introduttiva è evidente come “Digital History. La storia nell’era dell’accesso“, sia tutto incentrato sul digitale.

L‘ultimo numero della rivista Diacronie è suddiviso in cinque sezioni:

  • Lo storico digitale raccoglie, nell’intervista di Claire Lemercier e negli articoli di Brian Sarnacki e Franziska Heimburger e Émilien Ruiz, alcune riflessioni sull’uso degli strumenti digitali nella ricerca storica e nella presentazione dei risultati,
  • Diversi approcci e metodi: uno lo conoscete. Vi avevamo già parlato di Zotero, l’utile strumento di raccolta e gestione dei dati bibliografici. Diacronie ne presenta un approfondimento interessante ad opera di Frédéric Clavert che ne mostra le funzioni sia di base sia avanzate. All’interno di questa sezione troverete anche l’analisi della ricerca realizzata per il Palazzo Ducale di Mantova e il Sistema di Informazione Geografica utilizzato sia per seguire  l’espansione della città di Lione a partire dal 1950, sia per analizzare l’esodo catalano del 1936.
  • Risorse digitali raccoglie le considerazioni sul portale di storia ambientale Environment & Society, una serie di risorse digitali per lo studio dell’antichità classica e alcune fonti digitali utili per lo studio della storia economica italiana.
  • Recensioni tematiche
  • Recensioni
Avevate già letto questo numero di Diacronie o conoscevate già alcuni degli argomenti che hanno trattato? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.
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