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Il ‘900 di Memorie in cammino

Dalla collaborazione tra l’Istituto Cervi e la Cassa Padana BCC nasce un progetto molto interessante incentrato sulla storia italiana durante la prima parte del ‘900.


Memorie in cammino è una piattaforma multimediale che raccoglie audio, video, documenti – relativi all’arco di tempo 1922-1945 –  sul fascismo, l’antifascismo, la resistenza e la seconda guerra mondiale.

Oltre a rappresentare  un ottimo strumento di analisi e di ricerca delle fonti raccolte tra gli oltre 150 soci dell’Istituto Cervi, si contraddistingue per una semplice ed efficiente organizzazione dei risultati di ricerca.

Uno degli obiettivi principali del progetto è infatti quello di “stabilire un salto di qualità tecnologico e semantico della memoria italiana, attraverso uno strumento digitale evoluto e in constante mutamento”. E questo portale ci riesce benissimo.

Nella home di accesso al sito sono visibili le anteprime delle fonti e, passandoci sopra con il mouse, una breve descrizione.

Il portale invita, con un messaggio pop-up, ad iniziare la consultazione dalla mappa dei luoghi. Cliccando su ogni indicatore della mappa è possibile visualizzare una descrizione abbastanza approfondita dei caratteri storici del luogo e dei documenti ad esso associati.

Sempre nella home page, nella parte bassa dello schermo, è visibile una linea del tempo nella quale sono indicate, sotto forma di puntini di diverso colore, tutte le fonti presenti sul sito. Cliccando sui puntini è possibile aprire la pagina specifica della fonte, che raccoglie una breve descrizione del documento, l’archivio da cui proviene, le parole chiave ad esso associate, le note e le fonti correlate (eventi, persone…).

Un campo in alto a sinistra permette di effettuare una ricerca libera e, una volta ottenuti i risultati, filtrarli tramite una ricerca avanza.

Se tralasciamo il numero ancora esiguo di fonti, questo portale rappresenta un significativo passo avanti nell’organizzazione di un archivio consultabile on line. È molto intuitivo, permette di navigare in maniera semplice non solo tra le fonti e i documenti che abbiamo deciso di analizzare, ma soprattutto di avere una visione immediata del contesto in cui il documento stesso è inserito e dei collegamenti con altre fonti presenti nell’archivio.

Conoscete altri archivi simili? Cosa ne pensate?

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  1. Francesca Dematté
    novembre 7, 2012 alle 16:14

    Cara Giulia,

    veramente grazie per la segnalazione…non conosco un progetto simile a questo e penso sia difficile incontrarne uno così ricco e così empatico: sì lasciami passare questo termine, che la comunicazione digitale sta imparando (ha qui meravigliosamente dimostrato) quanto sia importante mettere in gioco.
    Non solo le mappe,la linea del tempo (un piccolo universo bidimensionale), le storie dalla voce delle persone, la ricca adesione delle tante istituzioni sul territorio nazionale, l’apertura internazionale e, in particolare con la Slovenia, la Crozia, la Bosnia Erzegovina, la Polonia dove le memorie portano tracce dolorose di ferite solo in parte dimenticate da questa recente Europa monetaria…
    Moni Ovadia come testimonial è una altra felice scelta: la sua narrazione ironica e serissima non fa solo da cornice. è un filo rosso, caldo e commovente dell’imperativo a non dimenticare.E poi… io amo gli alberi e questo del logo è proprio bello, carico di frutti e di radici profonde.
    Francesca

    • Giulia Lippolis
      novembre 9, 2012 alle 06:50

      Ciao Francesca,
      grazie per il tuo commento e le tue considerazioni.
      Non c’è un albero come logo, ma anche l’archivio su Martin Luter King, realizzato da The King Center, è organizzato in maniera intuitiva ed empatica. Lo trovi qui: http://www.thekingcenter.org/archive.
      Giulia

  2. Francesca Dematté
    novembre 9, 2012 alle 10:51

    hai ragione, anche questo dedicato alla vita e all’opera di M.L.King è molto bello…meno colorato…come se la dimensione del pensiero di quest’uomo, delle sue tante relazioni, appartenesse definitivamente al passato. In memorieincammino forse , anche attraverso la varietà degli approcci alla memoria messi in gioco…passano messaggi di un qualche ancoramento al presente. Mi sbaglio?
    Il logo, dici, non è un albero..
    e allora come chiami l’immagine che appare anche qui nel blog nella pagina di avvio dell’archivio che hai segnalato?
    Ciao e ancora grazie.
    Francesca

  1. gennaio 16, 2013 alle 17:35

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