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Realtà aumentata, un nuovo modo di vedere la storia

Con sempre maggiore frequenza e interesse si parla sul web di realtà aumentata, in particolare nell’ultimo anno, soprattutto grazie alla diffusione e al maggior utilizzo dei dispositivi mobile.

La realtà aumentata è una nuova tecnologia che permette di sovrapporre immagini, elementi multimediali e interattivi creati da un computer, alla realtà che ci circonda.

In questo campo numerosi sembrano essere i potenziali benefici sul processo educativo e di apprendimento e sull’analisi storica del territorio.

Un’applicazione molto interessante, per esempio, è NearestWiki, per ora solo per iPhone e a pagamento, che mostra quali sono i maggiori punti di interesse intorno a noi e ci permette di leggerne le informazioni su Wikipedia.

Per rendere l’idea, un esempio consultabile direttamente dal browser è What wase there, un’applicazione che permette di visualizzare e caricare immagini del passato su una mappa e, grazie a Google Street Views, di vederle sovrapposte alle immagini  dei luoghi come appaiono oggi. Cliccando sul “details” è possibile avere informazioni sulla foto (data, descrizione, fonte…) e utilizzare una “lente di ingrandimento” per visualizzarne i dettagli.

Un primo esempio tutto italiano invece, è Rome View, basata sull’integrazione tra Realtà Aumentata, modellazione 3D e cartografia digitale, realizzata all’interno del progetto “Palazzo Braschi: da Forma Urbis a RomeView“. Visitando il museo e i maggiori luoghi di interesse della città è possibile visualizzare i documenti provenienti dagli archivi e dalle collezioni del museo di Roma. Se siete nella città eterna e volete provarla, potete scaricarla sull’app store.

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  1. Francesca Dematté
    maggio 11, 2012 alle 09:37

    Sono contenta che questo blog abbia virato verso un restiling e sia condotto da Giulia che con garbo è già riuscita a sollecitare curiosità e piccole scariche di creatività. Benvenuta.
    Sulla base della tua (posso darti del tu?) sollecitazione, ho esplorato whatwasthere.com. … mi sono ritrovata a provare e, come succede, ad associare attività possibili…
    ho fatto anche una prova, caricando un’immagine di Ponza dove sono stata durante la scorsa estate…una foto ripresa con il cell. che avevo in una cartella del pc. L’ambiente è amichevole… e il risultato immediato.
    Chiedo un suggerimento per quanto riguarda le didascalie: come introdurle?
    Francesca

    • Giulia Lippolis
      maggio 11, 2012 alle 12:33

      Salve Francesca,
      grazie per il benvenuto e il tu va benissimo.
      Per quanto riguarda What Was There, prima di tutto sono contenta che abbia offerto degli spunti di riflessione. Parlando invece del tuo problema, tutte le indicazioni relative alla foto possono essere inserite nel secondo passaggio del processo di upload.
      Mi spiego meglio: dopo aver scelto dalla cartella del tuo computer la foto da caricare sulla mappa, si apre una finestra che permette di aggiungere titolo, anno, descrizione, fonte…
      A questo indirizzo puoi trovare un’immagine della finestra da compilare: http://bit.ly/KLU20L
      Puoi inserire lì qualsiasi informazione tu voglia aggiungere sulla foto.
      Spero di aver risposto alla tua domanda, nel caso tu abbia altri dubbi contattami pure.
      Giulia

  2. maggio 11, 2012 alle 21:36

    E’ molto interessante la notizia sull’AR. Però non è il caso di rinviare al sito che offre le applicazioni dell’AR per la pubblicità. Immagino che ci siano siti più legati alle riflessioni sui nessi tra AR e processi cognitivi.
    L’applicazione Whatwasthere è parecchio intrigante e potrebbe dare la possibilità sovrapporre strati di paesaggi e di immagini di edifici o di luoghi ecc.
    Ma mi chiedo perché l’inventore del termine l’ha voluto chiamare “realtà” se quel che viene corredato di informazioni o messo a confronto è in ogni caso una immagine?
    Ma possiamo pensare a molte applicazioni anche nei processi di divulgazione ad es nei musei e nelle pinacoteche e in quelli di apprendimento.

    • Giulia Lippolis
      maggio 12, 2012 alle 08:47

      In realtà ho scelto di rimandare quel blog sulla realtà aumentata, perché spiega bene cos’è e integra un piccolo video che ne racconta la nascita, ma soprattutto perché viene aggiornato spesso, anche se da poco, con le utlime novità del campo. È vero che a volte si occupa anche di marketing, ma non solo. Penso, per esempio al post sull’esperienza di National Geografic.
      Sebbene se ne parli da un po’ il campo della realtà aumentata è ancora tutto da creare, ha delle grandi potenzialità che probabilmente devono ancora essere persino pensate. L’ispirazione per strumenti che abbiano un valore aggiunto dal punto di vista educativo può arrivare anche da esperienze sviluppate in altri campi, secondo me.
      Per esempio, non sarebbe molto utile un’applicazione come questo gioco, in cui invece di raccogliere monete è possibile collezionare indizi di carattere storico che conducano gli studenti in un posto in cui ha avuto luogo un determinato evento storico?

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